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Capaccio-Paestum, centrale a biomasse: appello alle associazioni per ricorso Tar

La follia solo di immaginare una centrale a biomasse non lontano dall’area archeologica di Paestum, ha mosso un po’ di coscienze civiche e il comune di Capaccio, contrario all’impianto ha messo in cantiere un po’ di azioni di contrasto.

E così contro la delibera del Consiglio dei Ministri dell’8 gennaio, con il quale si dà il via libera alla realizzazione dell’impianto, il Comune di Capaccio presenterà ricorso al Tar Lazio. E il primo cittadino, Italo Voza ha lanciato un appello ad intervenire ad adiuvandum alle associazioni perché “con tutto il rispetto per striscioni e cartelloni, bisogna fare cose concrete” – ha dichiarato il primo cittadino – avendo già ricevuto il sì “da Confagricoltura, Legambiente nazionale e Coldiretti”. Già da due anni la posizione del Comune di Capaccio è “assolutamente contraria“, ma non è bastata questa posizione “contro i pareri favorevoli dell’allora Giunta Regionale e dei rappresentanti regionali di Arpa e Ispra, portando anche il parere contrario della Asl di Salerno che parlava di impatto sulla salute pubblica”. Ed ora che il Ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole alla realizzazione dell’impianto, le cose si complicano. “Il Governo da un lato si vanta di creare posti di lavoro – ha dichiarato Voza – dall’altro, con una semplice firma, autorizza un impianto a biomasse che distrugge migliaia di posti di lavoro”. Tante le associazioni che sono in prima linea contro la realizzazione dell’impianto, oltre Legambiente anche Italia Nostra e il Comitato promotore dei Distretti rurali che propone un’alternativa, e cioè realizzare una “filiera Bio agro energetica” per le aree interne e protette.

Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania


“Non si può pensare di portare avanti un progetto del genere senza tener conto delle possibili conseguenze – ha affermato Francesco Emilio Borrelli del gruppo consiliare Campania libera – per questo abbiamo anche chiesto alla Giunta di trasmettere all’Unesco una relazione sui possibili danni derivanti dalla centrale all’area archeologica che proprio l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’Umanità e, pertanto, meritevole di particolari cura e attenzione. Abbiamo preparato un ordine del giorno in cui chiediamo alla Giunta regionale di porre in essere tutte le iniziative utili al contrasto della costruzione della centrale biomasse a Capaccio Paestum, dando un segnale forte della nostra contrarietà, soprattutto perché non sono ancora chiare le conseguenze che un intervento del genere potrebbe avere su quel territorio”.

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