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Campania, l’ennesimo grido d’allarme nella terra dei fuochi

Nella terra dei fuochi c’è di continuo fumo. Fumo velenoso, che entra nelle vene e nelle ossa. “Quanto denunciato è così evidente – scrivono i responsabili del sito www.laterradeifuochi.itche i roghi tossici di Rifiuti Speciali talvolta si notano perfino nelle mappe di Google”.  Ma nonostante le denunce, “centinaia di “piccoli” fuochi continuano ad ardere in tutta l’area tra Napoli e Caserta. Basta percorrere gli assi autostradali della provincia, quali la SS162 Asse Mediano, SP1 Circumvallazione esterna di Napoli, SS265, SS268, SS7 bis, A1, A3, e in meno di un’ora e già per piccoli tratti, si possono osservare decine di pennacchi di fumo nero, dalla puzza acre e pungente. In modo particolare nei  territori dei Comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca”.

Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università Federico II,  da anni oltre al dissesto idrogeologico della Campania, si sta occupando, cercando di sensibilizzare, anche del tema dei rifiuti tossici.

Ecco cosa scrive il professore universitario, dopo che a Caivano si è tenuto un incontro pubblico il 23 settembre.

Vi è stata una grande partecipazione di cittadini – scrive Ortolaniqualche acceso ma necessario intervento che ha fatto chiarezza con inviti a mass media e responsabili istituzionali ad essere cercatori di verità circa la filiera perversa dei roghi e non solo narratori di fatti; non solo organizzatori di “ospedali da campo” (mentre la guerra unilaterale contro l’ambiente e la salute continua) ma efficaci e terribili persecutori dei delinquenti che avvelenano l’ambiente e le risorse. Gli stroncatori della filiera saranno sempre ben accolti; coloro che finora in qualche modo e ai vari livelli istituzionali hanno retto il sacco favorendo illeciti guadagni a scapito della salute dei cittadini non possono candidarsi credibilmente come salvatori della patria! La sinergia con la Diocesi di Aversa è eccezionale e foriera di un adeguato rafforzamento della spinta dal basso a stroncare gli avvelenatori. I cittadini saranno disponibili ad appoggiare credibili e concreti difensori del territorio, delle risorse naturali e della salute. I roghi di rifiuti non urbani rappresentano l’ultimo anello di un sistema “industriale” perverso, che stranamente le strutture poliziesche addette alla tutela del territorio e della salute dei cittadini non “vedono” come metodo criminale organizzato da anni per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti non urbani. Non sono fatti isolati ma fanno parte di una micidiale filiera organizzata da chi guadagna smaltendo illegalmente i rifiuti non urbani avvelenando suolo, acqua ed aria, togliendo la salute ai cittadini di oggi e di domani. Come fanno i rappresentanti delle istituzioni civili e militari a non capire una cosa così semplice. Ingenuità, distrazione, inadeguatezza culturale e professionale! Sveglia! I cittadini da anni denunciano questa criminale filiera e invece di essere premiati sono “visti”, da molti personaggi eletti coi loro voti per difendere il territorio, la salute e le risorse naturali di importanza strategica, come “nemici”. Nemici di chi? Non degli altri cittadini che li hanno votati eleggendoli a loro rappresentanti nelle varie sedi istituzionali! Forse, meglio, nemici dei lobbisti che speculano e guadagnano avvelenando il territorio con i roghi? Per anni i cittadini sono stati ignorati! Ora i roghi non visti dai rappresentanti eletti dai cittadini in Campania ed in Europa, sono diventati un “caso” e i distratti europarlamentari si vedono scoppiare la “bomba” sotto i piedi”.

Intanto anche la Diocesi si è mossa, prendendo più volte posizione contro uno scandalo che dura imperterrito da anni. Il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, ha inoltrato una lettera al presidente del Parlamento europeo, dove chiede un intervento europeo “ Per dare una svolta a questa trappola dalla quale, da anni, non sappiamo liberarci”.

 

Ecco la lettera del Vescovo di Aversa:

European Parliament, Mr. Martin SHULZ, President of European Parliament
Rue Wiertz, B – 1047 BRUSSELS

 

OGGETTO: PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO PER IL CONTASTO DELLO SMALTIMENTO ILLECITO DEI RIFIUTI TOSSICI INDUSTRIALI INTERRATI O DATI ALLE FIAMME NELLE PROVINCE DI NAPOLI E CASERTA.

 

La Diocesi di Aversa conta circa seicentomila abitanti distribuiti tra le province di Napoli e Caserta.
E’ un territorio ed una parte del meridione d’Italia con elevata densità di popolazione.
A nome di questa popolazione, dei sacerdoti che curano le comunità parrocchiali distribuite sul territorio diocesano e dei fedeli delle altre diocesi vicine e confinanti, Le scrivo per sottoporre all’attenzione del Parlamento Europeo un gravissimo problema che sta assumendo le dimensioni di un vero disastro ambientale e umanitario. Mi riferisco all’angosciante dramma della presenza di ifiuti tossici industriali abbandonati in spazi destinati alla vita pubblica o al lavoro agricolo, che vengono poi bruciati e interrati nelle nostre campagne come nelle periferie delle città.
Altissimi roghi di tonnellate di pneumatici, pellami e stracci intrisi di sostanze liquide mortalmente tossici, bruciano di giorno e di notte rendendo l’aria tossica e irrespirabile. La campagna geme. La gente scappa via o si rintana in casa per non inalare il veleno sprigionato. Il popolo è allo stremo. Sfiduciato, stanco, depresso. Sono aumentate a dismisura malattie come il diabete, infertilità maschile e, soprattutto, vari tipi di tumore. In questa striscia di terra – con una popolazione tra le più giovani di Italia – si muore più che altrove.
La camorra, questa triste realtà con la quale siamo costretti a convivere da sempre, permette e sostiene questo scempio per i suoi interessi economici. In questo modo, infatti, vengono smaltiti illegalmente, e a poco prezzo, i rifiuti industriali di tante aziende del Nord e del Sud Italia.
Le amministrazioni locali da anni non riescono – e lo confessano pubblicamente – a risolvere questo dramma assurdo e dolorosissimo per mancanza di fondi, di personale, di mezzi.
Il problema non riguarda, purtroppo, solamente noi. A ridosso di questi roghi infernali, infatti, nei campi gli agricoltori coltivano ortaggi, verdure e frutta che finiscono sulle tavole dei consumatori ignari e indifesi.
Facendomi voce di chi soffre vengo a chiederle di interessare il Parlamento Europeo per dare una svolta a questa trappola dalla quale, da anni, non sappiamo liberarci.
Gli interessi sono tanti. C’è, purtroppo, gente collusa e corrotta, o, forse, solamente timorosa e pigra.
Noi vogliamo che la nostra gente possa vivere in serenità e godere degli stessi diritti degli altri cittadini europei.
Attendo fiducioso un riscontro a questa lettera accompagnata anche da centinaia di firme dei cittadini.

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