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Campania, la rivolta contro i tagli agli Istituti culturali

E’ ora nelle mani del ministro alla cultura Sandro Bondi la lista delle Fondazioni e Istituti culturali da tagliare dai fondi pubblici, che qualche giorno fa erano stati inseriti tra le “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica“, ovvero la manovra economica 2011-2012, e che ora sono stati stralciati dal documento firmato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E così resta ancora con il fiato sospeso la Campania e tutto il mondo culturale internazionale che in queste ore si è mobilitata contro i tagli previsti dalla Finanziaria Tremonti e che colpisce enti e associazioni campani. Napolitano ha firmato il decreto, salvando tre centri di cultura: la Stazione zoologica Anton Dohrn (Napoli), la Domus galileana (Pisa) e la Scuola archeologica di Atene (Roma).

Tra quelli ancora “in pericolo” spicca l’Istituto italiano per gli studi filosofici, guidato dall’avvocato Gerardo Marotta. Nella sede storica di Palazzo Serra di Cassano, a Monte di Dio, da anni vengono ospitati convegni, dibattiti e manifestazioni alla presenza di docenti e intellettuali. Il taglio colpisce anche il Cira di Capua, il Centro italiano di ricerche aerospaziali guidato in passato da Sergio Vetrella, senatore del Pdl assessore della giunta Caldoro. Stesso destino sembra essere toccato all’Ente geopantologico di Pietraroja: il parco sorge nel cuore del Sannio e rappresenta una vera e propria “palestra” per molti studiosi di archeologia e geologia. Potrebbero esserci neanche più contributi per la riserva naturale dell’isola di Vivara, che si estende su un’area di 36 ettari a poche centinaia di metri dall’isola di Procida.

Prevista anche la soppressione di una ventina di enti tra cui figura l’Ipsema, l’Istituto di previdenza per il settore marittimo nato nel 1994. Oggi alla struttura sono assegnati diversi compiti come le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del personale della navigazione marittima.

Risparmiata la stazione zoologica Anton Dohrn . In rete sono arrivate in poche ore migliaia di firme che hanno chiesto che la “Stazione Zoologica rimanga come Istituzione scientifica autonoma”.

Napoli è anche l´Istituto di studi filosofici, la stazione Dohrn, la Fondazione Croce e tutti gli altri centri di ricerca, compreso il Cira – ha sottolineato il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino – I tagli del governo colpiscono l´essenza di questa città, il suo modo di essere. È particolarmente grave la questione dell´Istituto di studi filosofici. Ora che in questo paese è più che mai necessario difendere la Costituzione e la Resistenza, è fondamentale che l´istituto di Marotta continui la sua vasta e meritoria azione, strettamente connessa alla cultura e alla libertà nel nostro paese”.

Anche l´accademico di Francia Marc Fumaroli ha rilasciato una dichiarazione in favore di Palazzo Serra di Cassano: “Sarebbe un gravissimo regresso per la cultura italiana, europea e soprattutto napoletana – ha dichiarato Fumaroli – l´arrestare oggi o anche solo il diminuire le attività dell’Istituto, vero erede delle grandi accademie del Cinquecento e del secolo dei Lumi”.

Intanto non si arresta la mobilitazione. Mentre si rinvia al sito dell‘Istituto Italiano per gli Studi Filosofici la lettura dell’appello in forma integrale, se ne riportano alcuni brani:
“L’analisi filosofica dei processi in cui si articola il mondo globalizzato è uno strumento fondamentale per comprendere le radici della diversità umana e contribuire a definire sul piano sociale, etico e culturale le strategie più appropriate ad assicurare una integrazione pacifica tra i popoli.
Per questo motivo, e data l’importanza capitale della riflessione filosofica nel mondo di oggi e negli anni a venire, appare particolarmente urgente rivolgersi ai responsabili culturali e politici, ai decision-makers, agli organi di informazione e a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del pensiero filosofico e sono consapevoli della sua importanza per comprendere il mondo che si sta formando, affinché sostengano centri di cultura quale l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che di tale compito si fanno quotidianamente interpreti. L’opera dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici riveste oggi un’importanza cruciale non solo per l’alta qualità delle sue attività e per lo sviluppo intellettuale del territorio in cui si trova, ma anche per la capacità acquisita nel corso della propria più che trentennale esistenza di rappresentare un punto di riferimento internazionale per la riflessione filosofica e scientifica riunendo attorno a sé una rete internazionale di contatti scientifici, culturali, umani.
L’Istituto appartiene a quella ristretta cerchia di centri di accoglienza.è un polo di ricerca di eccellenza nel campo dei problemi teorici delle scienze naturali. La ricerca dell’unità delle scienze è stata una delle ragioni che ne hanno motivato la fondazione avvenuta nel 1975. Mettere a rischio la sussistenza dell’Istituto e la sua possibilità di svolgere l’attività significa sottrarre all’intera comunità internazionale un polo di ricerca e di riflessione di eccezionale rilievo, e privare l’Italia di un centro di attrazione scientifica come pochi uguali nel mondo.
Il nostro auspicio è che l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, una colonna della Repubblica Italiana, possa continuare a svolgere la propria azione con la massima libertà e indipendenza, e che possa disporre di mezzi adeguati alla propria missione, nello spirito di autonomia e cooperazione internazionale che lo caratterizzano sin dalla sua costituzione”.

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