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Amalfi, Premio Biagio Agnes: le foto, i vip, le curiosità sul palco e dietro le quinte

Cosa avviene dietro le quinte di una kermesse giornalistica come quella del Premio Biagio Agnes chi si è tenuto nella cornice del Duomo di Amalfi e che tutti potranno vedere in seconda serata mercoledì 22 giugno 2011 su Rai Uno? Quali sono le battute più interessanti e che possono far comprendere il clima che si respira in questo momento, visti i personaggi premiati?

Sabato sera il pubblico presente era quello delle grandi manifestazioni. Dietro le transenne gente assiepata, al di là gli invitati. Non manca qualche sindaco della Costiera amalfitana (seduti in posizione angolo destro quello di Atrani, Cetara, Minori, Scala e Positano, oltre al padrone di casa, il neo sindaco di Amalfi Alfonso Del Pizzo in prima fila), l’arcivescovo Orazio Soricelli, il presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, con qualche consigliere provinciale che si aggirava nei dintorni, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.

I tempi televisivi richiedono pazienza e disciplina: difficile infatti aggirarsi tra i presenti, se non durante le pause. Brava l’intramontabile Milly Carlucci che con sapiente savoir fair scandisce il ritmo, e per rendere meno noiosa l’attesa svela qualche trucco come ad esempio come si fa ad apparire più giovani? C’è lo “skin ton” e il “lifting” televisivo diventa un gioco da ragazzi.

Tra le prime file si intravedono Marisa Laurito che sorride a tutti coloro che la chiamano, e Gigi Marzullo con la sua aria da sornione. Defilata Ornella Muti insieme alla premiata Maite Carpio, regista di documentari impegnati. Immancabili i dirigenti (il premiato Paolo Garimberti) e qualche dipendente Rai della sede napoletana. Bruno Vespa che era arrivato in elicottero atterrato a Scala, stringe mani e firma qualche autografo (premierà il ministro Giorgia Meloni e Walter Veltroni) e racconta del suo esame in Rai: “Un racconto sul muro bianco che vedevo di fronte a me”.

Arrigo Levi, il gran signore del giornalismo italiano, saluta tutti con grande generosità e diffonde saggezza: “Il giornalismo deve essere a servizio della gente, altrimenti è un’altra cosa”. Dello stesso stampo è Mario Pirani editorialista di Repubblica che ci racconta cosa significava un tempo fare il giornalista affianco a grandi maestri: “Altra epoca ormai svanita”.

Ma il più atteso di tutti è Enrico Mentana, direttore del Tg La7: a lui va il premio per la televisione. Simpatico, socievole, si aggira tra i presenti. Immancabile qualche battuta sul governo, e a chi gli chiede dei suoi record di ascolto che un po’ alla volta stanno rosicando quelli del Tg1, risponde: “Non sono io il fenomeno, sono gli altri che vanno piano”. Altro genere è quello fatto da Carlo Rossella che ci tiene però a precisare: “Non ho mai fatto gossip, bensì glamour”. E poi tutto un succedersi di volti noti come Roberto Napoletano, neo direttore del Sole 24 ore, Massimo Franco, editorialista politico del Corsera, Stefano Lorenzetto di Panorama definito “il miglior intervistatore mai esistito”, Manuela Audisio, la signora dello sport che racconta sempre con grande stile i personaggi e le loro imprese.

Ma il giornalismo negli ultimi tempi ha avuto un’enorme evoluzione grazie ad internet – Wikileaks e il potere dei documenti top secret fatti conoscere in un click a tutto il mondo – e l’esempio italiano di You Reporter: la tv fatta dagli spettatori. Infatti viene premiato come web editor Stefano De Nicolo: “Non applichiamo nessuna censura, il concetto è che ogni fatto che accade può diventare notizia”. Anche da qui si comprende come questo settore ha subìto enormi mutamenti. Dove arriveremo? “Nel 2027 la carta stampata potrebbe scomparire” – snocciola così qualche dato la Carlucci. In platea c’è però qualche dubbio: chi dice che sarà molto prima, chi dice che non morirà mai. Vedremo.

Il Premio guarda però anche cosa succede all’estero e porta due modelli di impegno: Abdel Halim Kandil del movimento per il cambiamento che si è battuto contro il regime di Mubarak va il premio Mediterraneo. Per dire la verità sul defenestrato “regnante” è stato incarcerato più volte, oltre ad “essere stato considerato prima un visionario, poi un profeta”.

Il Premio internazionale va invece a Robert Fisk corrispondente in Medio Oriente per il quotidiano The Independent che ha intervistato più di una volta Osama Bin Laden.Premio Biagio Agnes: per la televisione vince Enrico Mentana

Due grandi personalità a cui già poter stringere una mano e fargli i complimenti diventa un evento per chi fa questo mestiere. Perchè dimostrano e confermano che battersi per la verità e scovare dentro la notizia – qualsiasi essa sia e in qualsiasi parte del mondo avvenga, anche nei piccole realtà – è l’unica cosa per cui vale la pena fare questo mestiere.

E se la Costiera amalfitana per una sera è diventata la sede di qualche “riflessione” sul mondo del giornalismo (peccato che il tema sul precariato e sullo “sfruttamento” sia stato praticamente ignorato), va comunque attribuita alla figura del compianto Biagio Agnes, ex direttore della Rai, che lo ha promosso e lanciato nel 2009, portandolo via da Ischia.

Gli spettatori a fine evento vengono salutati con i colori del tricolore che irradiano la scalinata del Duomo. I premiati fanno ritorno a Ravello– tutti con transfert in mini bus – e negli spazi all’aperto dell’auditorium di Ravello degusteranno piatti locali preparati dallo chef del Ristorante Torre Orsini di Chiunzi. Nel ‘menù” non mancano i riflessi di un luna incandescente che bagna la costa

 

 

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