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Amalfi, ci sarà Supportico Gaetano Afeltra

Montanelli, Afeltra, Biagi e Ciampi

Ad Amalfi non ci sarà più Supportico dei Ferrari bensì Supportico Gaetano Afeltra. Il giornalista amalfitano scomparso il 9 ottobre del 2005, firma storica del Corriere della Sera, “ritorna” nella sua terra con una presenza anche fisica. Un luogo caro, vissuto, nel cuore antico della città, avrà ora l’impronta del suo illustre cittadino. L’ufficializzazione ci sarà il 2 giugno (alle ore 18,30) alla presenza anche di Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e suo amico.
Afeltra con questi suoi luoghi ha avuto una rapporto altalenante, non sempre idilliaco ma mai davvero “distante”. Forse fisicamente ma mai idealmente. Per lunghi 17 anni non era più tornato ad Amalfi, poi nel 1996 ritornò dopo i tanti inviti ricevuti. Nei suoi elzeviri Amalfi compariva quasi sempre con racconti, aneddoti, personaggi. Nel suo “Spaghetti all’acqua di mare” c’è tutta la sua infanzia trascorsa qui. Racconti che rimarranno nella storia di questa terra. L’amministrazione guidata da Daniele Milano ha concretizzato ciò che era nel cuore di molti: una strada che porta il nome del suo più importante giornalista. E così tra la centralissima piazza Duomo e la piazzetta dei Dogi (dove si accede all’abitazione che fu di Afeltra) ora ci sarà Supportico Gaetano Afeltra.

Afeltra, Montanelli, Biagi e Mieli

Per l’occasione il Comune di Amalfi, in collaborazione con il Centro di Cultura e Storia Amalfitana e il contributo dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, organizza un evento commemorativo che avrà due momenti essenziali: lo scoprimento della lapide e subito dopo la testimonianza del direttore Ferruccio De Bortoli presso l’Antico Arsenale della Repubblica nel corso di un incontro pubblico condotto dal presidente dell’Ordine Ottavio Lucarelli.

Un evento che punta a esaltare ruolo, personalità e retroterra culturale di Afeltra, per decenni al vertice del Corriere della Sera, ma soprattutto la memoria di uno dei protagonisti del giornalismo italiano che con rigore seppe rispettare realtà dei fatti e scala di valori radicati nella cultura democratica dell’Italia repubblicana. Un evento che, non a caso, cade nel giorno della festa della Repubblica.

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