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A Tramonti l’esperienza di un Erasmus+: come vedere il proprio paese con occhi nuovi

Mi chiamo Valeria, ho 25 anni e vivo a Tramonti, un paese di 4mila abitanti immerso nel verde della bellissima Costiera amalfitana. Voglio raccontarvi la storia di come mi sono trovata a vivere in un ambiente nuovo e diverso senza muovermi dal mio paese: un posto tranquillo, per alcuni di una monotonia soffocante, ma non per me. Io mi diverto molto qui e ogni giorno posso imparare qualcosa di nuovo.

L’esperienza più emozionante l’ho vissuta quando ho partecipato al progetto Erasmus+ intitolato “Together diverse outdoor” (che si è svolto dal 10 al 17 maggio) organizzato dal Comune di Tramonti, con la collaborazione dall’associazione ACARBIO.

Le attività all’interno del Convento di San Francesco a Tramonti

Insieme a me hanno partecipato ragazzi provenienti da 7 diversi paesi dell’Unione Europea (Spagna, Lettonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Polonia, Estonia e Italia) e insieme abbiamo approfondito il tema della diversità e di come è possibile utilizzare la natura che ci circonda per promuovere l’inclusione.
Fin dall’inizio sono stata molto entusiasta di poter prendere parte a questa iniziativa e quando ho saputo che avremmo speso 4 giorni in tenda sul Convento di San Nicola a Forcella (Minori), ho subito capito che sarebbe stata un’esperienza indimenticabile. Nonostante le mie aspettative fossero già elevate, questa esperienza si è rilevata ancora più bella di quanto avevo immaginato.

Al Convento di San Nicola, Minori (Costiera amalfitana)

Fin dal primo giorno, quando un po’ alla volta tutti i partecipanti sono arrivati, mi sono sentita a mio agio e rilassata, forse perché in fin dei conti ero a casa o forse perché ognuno di noi era ben disposto e pronto a fare nuove amicizie. Le prime attività che abbiamo svolto sono servite per iniziare a conoscerci. Mi sono così resa conto di come possa essere semplice rompere il ghiaccio e fare amicizia con una persona che hai appena incontrato, quando nella vita di tutti i giorni sembra essere così difficile trovare nuovi amici. Non è vero che non ci sono nuove persone da conoscere, è che non sappiamo come fare. Non ero nuova al concetto di apprendimento non formale, ma in realtà non avevo mai capito bene come funzionasse, ed in effetti bisogna provarlo per capirlo. Abbiamo svolto decine di attività, tutti insieme, in gruppi diversi, da soli… e senza rendercene conto alla fine di ognuna avevamo assimilato qualcosa di nuovo.
Quando dopo aver esplorato un po’ la cittadina di Minori, abbiamo iniziato il percorso che ci avrebbe condotti al  di San Nicola, per me è iniziato un viaggio del tutto nuovo, anche se ci stavamo dirigendo verso una località che conoscevo bene. Durante la camminata osservavo i miei compagni che si guardavano intorno, notando particolari che io non avevo mai notato. Ad esempio, la presenza di così tante lucertole ha stupito quasi tutti e molte sono state le domande su questi animali che noi siamo così abituati a vedere.

Alcuni partecipanti del progetto Together outodoor

Così un ragazzo estone, Dymitro mi ha chiesto perché ci sono alcune lucertole più grandi e verdi e altre più piccole e grigie. Io non ci avevo mai pensato e quindi ho supposto che potessero essere esemplari di età diverse. Durante la camminata ho avuto modo di parlare con Sevda, una donna bulgara che mi ha raccontato molte cose riguardo la sua vita e la sua cultura. Prima d’ora non avevo mai pensato che la Bulgaria potesse essere un posto interessante da visitare, ma adesso mi piacerebbe tanto poter vedere il “Nestinarstvo”, un rituale che prevede il danzare su una brace ardente o di vedere i fantastici costumi dei “Kukeri”.
Porterò per sempre nel mio cuore i quattro giorni trascorsi a stretto contatto con la natura e con i miei compagni di avventura. Siamo stati messi alla prova, adattandoci a dormire in tenda con persone appena conosciute, a non avere una doccia e ad essere attenti a non sprecare nulla, ma in compenso eravamo circondati da un paradiso che ha inspirato in noi i migliori sentimenti di collaborazione e inclusione. Tutte le attività svolte sono state divertenti e istruttive. Al termine di ogni attività c’era un momento di riflessione in cui potevamo condividere le sensazioni provate, una cosa a cui non si è più abituati. Nella vita frenetica di tutti i giorni è sempre più difficile fermarsi a riflettere su cosa ci è piaciuto e cosa abbiamo provato durante la giornata e questo provoca una grande confusione nelle nostre menti. I momenti più magici li ho trascorsi la sera, quando dopo cena ci riunivamo avanti a un grande falò, cantando, raccontandoci storie e giocando insieme finché, ormai troppo stanchi, non andavamo tutti a dormire.

La sera intorno al falò (Convento San Nicola, Minori)

Una volta ritornati alla “civiltà”, eravamo tutti molto rilassati e felici (anche perché finalmente avevamo potuto fare la doccia) e in questi ultimi due giorni ho realizzato una cosa importante su me stessa: durante una delle riflessioni insieme alla mia famiglia, i Ferrara, Alicia una ragazza Polacca, mi ha ringraziato per il senso di rilassatezza e pace che avevo trasmesso a tutti. Ho realizzato così, che nonostante io non mi consideri una persona calma, ho questo dono di far sentire a proprio agio le persone, incredibile!

Valeria insieme ad alcuni partecipanti di Together outdoor

Questi 7 giorni li ho trascorsi a pochi km dalla mia casa, ma allo stesso tempo ero in un’altra dimensione. A momenti dimenticavo dove mi trovavo, ma poi guardandomi intorno vedevo quelle montagne e quel mare che mi sono così familiari e che amo tanto. Penso di essere stata fortunata a poter avere un’esperienza così particolare e ringrazio il Comune di Tramonti e i membri dell’associazione ACARBIO che hanno reso possibile tutto questo e sono stati sempre presenti per soddisfare ogni nostra necessità. Non vedo l’ora di partecipare al prossimo progetto Erasmus+, magari in un paese diverso dal mio, così da poter sperimentare ancora qualcosa di nuovo! Intanto potrò utilizzare le esperienze acquisite durante questo progetto per realizzare attività di apprendimento non formale per i giovani della mia zona, con la speranza di poterli introdurre e appassionare a questo mondo interculturale, fatto di inclusione e collaborazione.

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